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BIOGRAFIA

Dopo il Liceo Artistico ho terminato gli studi presso il Dipartimento di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove sono nato e dove ho vissuto gli anni della formazione. Pur avendo sperimentato nel corso degli anni un po’ tutte le tecniche pittoriche, la china rimane il metodo preferito per le mie grafiche.

Vita Contadina e Pellegrini

Raffiguro scene e momenti di vita contadina, colti in quel filo diretto che lega idealmente la civiltà rurale medievale con le scene di contadini al lavoro nei campi ritratti dai macchiaioli e dagli impressionisti, fino alla vita nelle nostre campagne di pochi decenni fa (della quale ho un ricordo diretto, i miei nonni erano contadini) quando si usavano ancora gli stessi arnesi, utensili, suppellettili e si compivano gli stessi gesti e le stesse azioni riprodotte per esempio in tante miniature medievali … come un richiamo alle raffigurazioni medievali vuol essere l’immobilità, l’essenzialità, dei personaggi riprodotti. Quasi delle “pose fotografiche”, dove l’azione è fermata e consegnata al muoversi degli anni.

I Pellegrini e più in generale la vita e le peripezie di uomini e donne che nel Medioevo si misero in viaggio non solo per questioni religiose ma anche economiche, sociali e culturali sono anch’essi oggetto di studio e rappresentazione.

Storie di Nessuno

Disegno mani sproporzionate – più grandi – a sottolineare i principali “strumenti” del duro lavoro in campagna. Non è e non era mia intenzione quindi creare figure e scene che abbiano altri significati oltre a quelli visibili sulla pergamena (né riprodurre fedelmente l’iconografia di uno specifico periodo storico); non ci sono alti o altri “messaggi” da cogliere se non quelli immediati: piccole, semplici, umili, ma nobili storie, quelle di tanti “nessuno” rese solenni e fermate nel tempo, nella loro semplice rituale ripetitività. O anche singole scene di un’ideale rappresentazione teatrale, dove si rappresenta chi dal copione della vita ha avuto le parti più nascoste, meno visibili al grande pubblico: le parti più dure e silenziose dietro le quinte del grande palcoscenico della storia. Meno visibili, ma spesso determinanti e sicuramente non meno nobili di quelle di chi ha avuto o si è preso il posto sul proscenio.

Calato il Sipario

Calato il sipario, spero, con molta umiltà, di contribuire a far sì che la bellezza di quelle vite non venga riposta in qualche angolino del palcoscenico in questo progredire della meravigliosa e misteriosa rappresentazione della vita, ma venga accolta con lo stesso fragoroso applauso dei “protagonisti”, i quali, calato definitivamente il sipario e tolti gli abiti di scena – le maschere – si ricuciono addosso gli stessi dubbi, paure, gioie, ansie, godimenti, sofferenze, delizie, demoni, piaceri e dolori, che iniziano in grembo a un misterioso vagito e finiscono in un altrettanto misterioso eterno sonno.

E nel silenzio rimane il ticchettio del ricordo, per chi ancora recita la sua veglia.

CONTATTI

Samuele Calosi

ATELIER SARTEANO “…in punta di china…”

11 + 11 =

Samuele Calosi

STUDIO – ATELIER
Via della Sapienza, 17 – 53100 Siena

340 7690259

samuelecalosi@gmail.com

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